martedì 1 ottobre 2013

Delibera 3398 della Regione Lombardia


Al fine di limitare l’emissione in atmosfera dì polveri sottili, LA REGIONE LOMBARDIA ha così deliberato:

Sarà necessario ammodernare i vecchi impianti (camini e stufe) utilizzati per ardere la legna per poterli mettere in funzione nel corso dell’inverno. Il provvedimento approvato dalla Giunta introduce infatti limitazioni all’uso di legna da ardere per il riscaldamento domestico degli edifici in camini e stufe di vecchio tipo — solo quando siano integrativi di impianti per riscaldamento a metano, gasolio, GPL o altri combustibili ammessi — dal 1° novembre al 31 marzo nei Comuni delle zone critiche e in quelli con altitudine uguale o inferiore a 300 m. In particolare, non sarà consentito l’utilizzo delle biomasse legnose in questi impianti: camini aperti; camini chiusi, stufe e qualunque altro tipo di apparecchio che non garantisca un rendimento energetico adeguato(>=63%) e basse emissioni di carbonio(<=O,5). I valori sono normalmente precisati sul libretto di istruzioni; in mancanza del libretto sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal venditore o dal costruttore.

Sono esclusi dunque dal divieto gli impianti con buon rendimento energetico e quelli di cottura (pizzerie comprese). La maggior parte degli impianti realizzati e messi in commercio prima del 1990 non sono in grado di rispettare i valori di rendimento energetico indicati nella delibera. Riportiamo qui di seguito gli allegati alla normativa e le relative schede tecniche, di seguito elenchiamo i prodotti con marchio commerciale Piazzetta e Superior, certificati con rendimento > =63% e CO < 0,5.

 

 

ESTRATTO DELLA DELIBERA: 
ALLEGATO alla deliberazione n 3398 deI 27/10/2006 Allegato A

(...)

 

8) Divieto di utilizzo di biomassa legnosa in apparecchi per il riscaldamento domestico degli edifici, nel caso siano presenti altri impianti per riscaldamento alimentati con altri combustibili ammessi. 81) Tale divieto si applica alla Zona Critica Unica di Milano-Como-Sempione, alla Zona Sovracomunale di Bergamo, all’Agglomerato Sovraco.munale di Brescia e ai Comuni capoluogo di Provincia che abbiano aderito al Piano d’Azione, nonché ad altre e/o diverse zone del territorio regionale qualora la Regione Lombardia, in attuazione del decreto legislativo 351/99, proceda ad una nuova zonizzazione del proprio territorio.

11) divieto si applica altresì a tutti i Comuni del territorio lombardo la cui quota altimetrica, così come definita da ISTAT, risulti uguale o inferiore a 300 (trecento) m s.Lm., in considerazione delle modalità medie di dispersione degli inquinanti in atmosfera. Nel caso di Comuni non appartenenti alla Zona Critica Unica di Milano-ComoSempione, alla Zona Sovracomunale di Bergamo, all’ Agglomerato Sovracomunale di Brescia e che non abbiano aderito al Piano d’Azione, i cui territori siano posti a diverse altitudini rispetto alla quota altimetrica di riferimento indicata da ISTAI per quei Comuni, i Sindaci dovranno individuare con proprio atto le zone situate al di sotto o al di sopra della suddetta quota di 300 (trecento) m s.l.nt; sarà ritenuta rispondente a tutto il territorio comunale la quota altimetrica di riferimento dei Comune che non abbia adottato l’atto sopra indicato.

82) Nelle zone definite al punto 8.1), nel caso siano presenti altri impianti alimentati con ulteriori combustibili ammessi, non è consentito, per il riscaldamento domestico, l’uso di biomassa legnosa, come definita nella norma UNI CEN/TS 14588, nei seguenti apparecchi:

a) camini aperti;
b) camini chiusi, stufe e qualunque altro tipo dì apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa, acquistati precedentemente al 1990. laddove non sia dimostrato che tali apparecchi posseggono i requisiti specificati alla seguente lettera e);
e) camini chiusi, stufe e qualunque altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa. acquistati successivamente al 1990, che non garantiscano un rendimento energetico r 63% e basse emissioni di carbonio (CO).

Il valore di rendimento energetico posseduto dall’apparecchio è di norma precisato sul libretto di istruzioni dell’apparecchio stesso fornito dal enditore in mancanzadi questo, sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal venditore o dalla casa costruttrice, suscettibile di verifica. La data di acquisto dell’apparecchio è attestata dal relativo documento fiscale; in mancanza di questo, sarà ritenuta valida l’amocertificazioni resa dal proprietario dell’edificio in cui è installato l’apparecchio. Per facilitare l’identificazione dei requisiti tecnici che devono essere posseduti dall’apparecchio, la Direzione Generale Qualità dell’Ambiente di Regione Lombardia collaborerà con le associazioni di categoria e con i produttori di apparecchi ad esse associati alla redazione di appositi elenchi di carattere orientativo, comprendenti i prodotti immessi sul mercato dal 1990 a tutt’oggi, nonché la specificazione del valore dì rendimento energetico dei prodotti stessi. I suddetti elenchi verranno pubblicati sul sito istituzionale di Regione Lombardia entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento. La Scheda Tecnica di seguito riportata, annessa al presente Allegato A. contiene consigli per l’utilizzo della bioinassa legnosa nelle abitazioni e stabilisce il valore limite dì emissione relativamente al carbonio (CO). In caso di violazione delle disposizioni contenute nella presente deliberazione, relative all’impiego di biomassa legnosa in apparecchi per ìl riscaldamento domestico, si applicheranno le sanzioni previste dalla vigente normativa regionale.

 

SCHEDA TECNICA (integrante Allegato A)
CONSIGLI PER L’UTILIZZO DI BIOMASSA LEGNOSA NELLE ABITAZIONI

Caminetti e stufe alimentati a biomassa legnosa rappresentano un’interessante fonte di energia alternativa se utilizzati in modo corretto. Diversamente il loro utilizzo produce. oltre ad un aumento dei consumi di combustibile, anche il peggioramento delle emissioni in atmosfera così come accade per tutti i combustibili impiegati in modo improprio. Si riportano di seguito le raccomandazioni per un corretto uso di impianti e di combustibili.

Tipo di impianto

Tipo di biomassa legnosa

Controllo del/a combustione

Limite di emissione per il carbonio (CO)

Per i camini chiusi, le stufe e qualunque altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa. acquistati successivamente ai 1990, come individuati alla lettera c) del punto B2) del presente Allegato A, il valore di emissione di carbonio (CO) deve intendersi < o = 0.5 % in riferimento ad un tenore di ossigeno (02) del 13%.

  1. Usare un impianto efficiente e ben tenuto.
  2. Se possibile sostituire un impianto esistente con uno di nuova concezione: rivolgersi ad aziende del settore in grado di offrire prodotti di qualità certificata.
  3. Tenere pulita la canna fumaria che deve essere libera da fuliggine, ostacoli no.n visibili come per esempio nidi di uccelli o calabroni, uccelli morti, etc.
  4. Migliorare il tiraggio se la casa è molto isolata termicamente, prevedendo una presa d’aria con apertura diretta sull’esterno e collocata in basso nei locale dove è presente il caminetto, da tenere sempre aperta durante il funzionamento. Per verificare se ii camino tira o no, si può provare ad avvicinare la fiamma di un accendino: se la fiamma non viene risucchiata all’interno della cappa vuoi dire che il tiraggio è insufficiente.
    1. Bruciare legna secca stagìonata (con tenore di umidità uguale o inferiore a 40%). Il legno secco si accende e brucia facilmente mentre all’aumentare del tenore di umidità aumenta la difficoltà di accensione.
    2. Brucìare legna di dimensioni adeguate, evitando pezzi lunghi più di 40 cm e larghi più di 15 cm. Pezzi più piccoli permettono un migliore stoceaggio della legna prima dell’uso e generalmente bruciano meglio.
    3. Se si usa pellets (combustibile con caratteristiche tali da garantire una maggiore efficienza del processo di combustione rispetto ad altri combustibili legnosi), questo deve essere di buona qualità, prodotto da legno non trattato. Se si acquista pellets confezionato è importante che all’interno dei sacchi non vi sia molto legno in polvere. E da preferire il peilets per il quale il produttore è in grado di dichiarare la conformità alle norme tecniche dì qualìtà.
    4. Non bisogna utilizzare legna trattata, legname scarto proveniente dalla demolizione e dalla ristrutturazione degli edifici, quello costituito da ìmballaggi (bancali) o mobili di legno usati, la formica, il compensato anche frammisti con altra legna da ardere.
    5. Non bisogna utilizzare il legno impregnato, verniciato o trattato, anche se solo frammisto con altra legna da ardere. La combustione di questo legno può liberare sostanze tossiche ed il suo utilizzo è consentito solo in impianti di combustione attrezzati per controllare gli inquinanti che si generano.
    6. Non bisogna bruciare carta plastificata, sostanze artificiali di qualsiasi tipo, confezioni o contenitori (tetrapak). Chi brucia questi materiali produce gas nocivi e polveri e, allo stesso tempo, danneggia l’impianto.
    7. Per accendere la fiamma utilizzare la giusta quantità di legna finemente spaccata e molto secca o carta di giornale (non utilizzare carta patinata, di riviste o settimanali).
    8. Scegliere il rivenditore più affidabile, cui rivolgere le migliori raccomandazioni. Chiedere di poter visitare l’area magazzino per ispezionare la legna e per stimare, con un campione, la lunghezza del pezzi e la dimensione della catasta. Cercare legna pulita. Sabbia e fango sulla legna la rendono meno conveniente.
    9. Quando si compra legna verde, umida o bagnata, si sta pagando anche l’acqua in questa presente. E buona norma dunque acquistare la legna durante il periodo estivo (giugno-luglio) poiché essendo il taglio dei boschi eseguito prevalentemente in autunno, si può essere sicuri che questa sia stagionata da circa un anno.
    10. È importante accatastare la legna acquistata in un luogo protetto in modo tale che possa continuare il processo di stagionatura.
    1. Il fumo deve essere quasi invisibile (la fuorìuseita di fumo denso dal camino. di colore dal giallo al grigio scuro, determina maggiore inquinamento).
    2. La fiamma blu o rosso chiaro indica una buona combustione (fiamme rosse o rosso scuro significano cattiva combustione).
    3. La cenere deve essere grigio chiaro o bianca (cenere scura e pesante e testa del camino sporca di nero indicano una cattiva combustione).
    4. Non devono essere avvertiti odori (la presenza di odori implica che si stanno formando e quindi respirando sostanze nocìve).
    5. Devono prodursi poca fuliggine nei camini e basso consumo di combustibile (la presenza di molta fuliggine indica che c’è anche un elevato consumo di combustibile).
    6. Lasciare sempre il controllo dell’aria completamente aperto finché nella camera di combustione c’è fiamma viva o se la camera stessa è ancora ben riscaldata. Non spegnere il controllo deil*aria per tutto il tempo in cui il fuoco langue. La legna dovrebbe bruciare con fiamma gialla finché non è ridotta a carbonella. Se il fuoco langue, spaccare il legno in pezzi più piccoli e usare più di un pezzo per ciascun carico.

 

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Categoria: Normative

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